
(Fonte: mozovoid)

i pomeriggi passati con W. a scattare fotografie, immersi tra gli alberi e le farfalle e gli uccelli ed i cieli limpidi, l’ odore intensissimo di ginestre gialle e freschissime, la spensieratezza e la voglia infinita di ridere, le serate in Piazza della Libertá trascorse con A. e J. a suonare la chitarra ed a cantare quelle canzoni bellissime sopra una panchina, salutare gli sconosciuti e ricevere sorrisi e saluti emozionati, il fresco sulle gambe mentre siamo in motorino, osservare tutte le sere la signora che disegna e dorme sulla panchina e chiedersi cosa pensa e cosa vive, vederla bruciare l’intero blocco di carta e vederlo finire in luce e poi in cenere, il barista del bar San Gallo che mi chiama sempre Miss Tennent’s ed i due sconosciuti in autobus che parlavano di teatro, la professoressa di matematica che forse infondo infondo è buona, quell’ bruttissimo incubo che peró aveva la sua bellezza, la mia nuova maglietta coloratissima che sta benissimo con i miei nuovi pantaloncini verdi come la speranza, la speranza che non mi abbandona mai anche quando magari farebbe meglio a prendersi una bella vacanza e lasciarmi a marcire in questo mondo sbagliato.
ho bisogno di sapere che è la cosa giusta.


(Fonte: sociopatheticly)
camminare scalzi a scuola e sentire il pavimento gelido sotto i miei piedi, le mattinate leggere e riccioli brizzolati, non riuscire più a scrivere neanche due righe e non capirne il motivo, le riflessioni fatte con W. in Piazza Libertà dove c’era una luce così debole e giallastra, riflettersi nei discorsi di A. e perdersi nei suoi occhi quando canta e mi guarda, chiedere alla signora della panchina cosa disegnasse e non ottenere risposta, vederla ripiegare con calma quella busta di stoffa e girarsi dall’altra parte, le serate immerse nella musica che sono così poetiche e giovani, la voglia di viaggiare che è forte più che mai, la necessità di staccare dalla scuola e dalle brutte facce di classe mia, l’odore dei gelsomini, la birra fresca e frizzante e sigarette meno infinite del solito, la voglia di fotografare in compagnia e la noia della domenica, l’idea del viaggio in camion mi piace sempre di più, il mondo in tutte le sue sfumature verdi e marroni e blu, il vento che mi spettina i capelli e quella pioggia fine fine che mi rinfresca.

in teoria dovevamo solo imparare ad usare i flash da studio, in pratica è successo questo hahahah (io ed una mia compagna che facciamo le sceme a scuola)



sei tutta tu, lì. perchè tu sei così.
prendi le persone e le stravolgi, non ti interessa cosa c’è nel mezzo.